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Natura, procura, cura, misura e contromisura

<<Recentemente è stato portato all’attenzione dei medici il "disease mongering" ossia la "creazione" di nuove malattie da parte delle case farmaceutiche per aumentare le vendite e l’utile d’impresa.
Gli sperti di comunicazione pubblicitaria hanno capito da tanto che per vendere bene bisogna creare o aumentare il bisogno di un prodotto con strategie ormai ben consolidate che variano secondo la tipologia del prodotto.
Purtroppo nel mondo di oggi poco conta se questo bisogno fa bene o male alla persona o all’ambiente, sono fattori completamente estranei ai calcoli economici. E finché non nasce una nuova economia che introduce come valore economico l’ecologia continueremo a farci del male.
Il creare malattie artificiali è una pratica ormai vecchia e consolidata, non solo da parte delle case farmaceutiche. Basti pensare al parto che da un evento naturale è diventato una specie di malattia che necessita dell’ambiente in tutti i sensi sterile dell’ospedale o addirittura dell’intervento chirurgico con buona pace per i traumi che subiscono i bambini che nascono in un ambiente di questo tipo invece che in casa. Poi ci meravigliamo se i giovano sono difficili da gestire.
Un altro esempio classico è il colesterolo che,  poveretto, non c’entra praticamente niente con tutte le malattie cui è stato collegato e il cui valore "ottimale" è stato abbassato ripetutamente per allargare il cerchio dei consumatori (di coloro che devono prendere farmaci o prodotti per abbassarlo. Che poi c’è colesterolo buono e non solo quello cattivo).
La terapia ormonale sostitutiva è un altro esempio di come un processo del tutto naturale, cioè la menopausa,  viene trasformato in una patologia per vendere farmaci non solo inutili, ma che causano quello che avrebbero dovuto evitare, come si è scoperto recentemente.
Negli ultimi anni questo lavoro di marketing delle multinazionali del farmaco è diventato sistematico e quello che è peggio è che stato esteso anche ai bambini. Un bambino sano è per sua natura vivace e la sua vivacità aumenta se non si può muovere e sfogare, cosa che non può fare né in casa, né a scuola e se vive in città neanche fuori casa. In più eccitiamo il loro sistema nervoso con i campi elettromagnetici e con un eccesso di zucchero nell’alimentazione. Questo sì che costituisce la base per un buon business! I bambini depressi hanno bisogno di farmaci per tranquillizzarli, come il famigerato Ritalin.
A questo punto basta produrre qualche studio clinico, un bel nome o meglio una sigla per la "malattia" insieme ad una definizione per cui ci stanno tutti e un professore in cerca di fama e di soldi che pubblica qualche articolo sulle riviste specializzate, finanziate dalla pubblicità delle case farmaceutiche, per convincere; scusate, si dice informare i medici della nuova malattia e del bisogno di intervenire con i farmaci. L’iperattività ora si chiama ADHD (Attention Deficit Hyperactivity Disorder) e la diagnosi  si basa su comportamenti che possiamo trovare in tutti i bambini: fatica a concentrarsi sui compiti, errori di disattenzione, non ascoltare, difficoltà ad organizzarsi, poca voglia di sostenere sforzi mentali, distrazione da stimoli esterni, scordare le attività quotidiane, non riuscire a stare seduto tutto il tempo richiesto, correre o arrampicarsi in situazioni inadeguate, parlare troppo, risponde prima che la domanda sia terminata, interrompere gli altri, difficoltà ad aspettare e così via. Bastano sei di questi comportamenti per diagnosticare l’ADHD. Molto scientifico: chi stabilisce cosa vuol dire "parlare troppo"?  Ora, vi sfido a trovare un bambino non depresso che non manifesti almeno alcuni di questi comportamenti. Un peccato che così tanti genitori non si rendano conto che i loro figli sono malati e hanno bisogno di psicofarmaci…
Si vede che la campagna pubblicitaria non è stata condotta bene, io licenzierei il responsabile…
A proposito, è strano che la campagna dell’influenza aviaria non sia ancora partita, ha reso così bene l’anno scorso!>>

by  H. Bösch

L’Amore nel bosco

Torno adesso da una passeggiata nel bosco con tutta la famiglia, cagnolina compresa.
Aiutata dalla musica ho percorso più d’un viale della vita; futura, passata e presente.
Ho immaginato di aver prenotato (x 4) in quell’osteria, di passeggiare insieme a te in questa natura novembrina, fredda ma ancora accogliente. Ho immaginato di farti vedere alcune cose e che tu scattassi foto, ferma a dei particolari che forse io stessa, oggi, coglievo. Notavo lo scempio dell’uomo e pensavo di fare a mia volta un certo numero di foto, di raggrupparle in una cartella denominata “Snatura” e di far vedere le schiume, le plastiche, i cellophan  muschiati dal tempo. Però il respiro del bosco mi dava anche quiete,  quella dei colori  autunnali e del pre-letargo. Natura s-naturata, ma non matrigna.

E poi mi son sentita parte del battito del cuore  mondo e siccome d’un tratto ero sola con davanti una radura( un po’ brumosa e piena di colori) che sembrava una culla, ho allargato le braccia e ringraziato, il viso freddo, il corpo caldissimo per la marcia spedita, consapevole dell’ unicità e dell’infinitesimalità del mio Essere. Grazie per questa vita, per tutto quello che ho ricevuto, per quello che ancora riceverò!

Ho ripensato a quei giorni in montagna, di nuovo ho ricordato  Elena e finalmente è comparso il suo cognome: Grandi. Sorrisi, volti di allora, la sensazione che tutto dovesse ancora compiersi. Le chanches che sentivo di avere in abbondanza (stai così bene se le senti certe e radicate!) e poi quelle che sentivo scivolar via…Chissà quand’è stato che ho cominciato a pensare d’aver perso.
Mi sono figurata allegra, in un corpo sano e snello, pieno di energia e di salute. Un corpo come quello che avevo prima di pensare di aver ormai perso. Si può sempre ricominciare a vincere. Il fallimento è davvero un punto di vista. Che se non te ne disfi t’inquina l’esistenza, anche quando è piena e ricca. Non c’è fallimento o vittoria, poi. C’è vita e azione e la volontà di andare avanti.

 

E poi quel tratto di strada, quello percorso con mia madre in quell’unica volta  che’ho sentita come un’amica. O forse non fu l’unica, ma fu la prima.   Le avevo chiesto se veniva a fare un giretto con me e la bambina (in carrozzella) e lei, contro ogni mia aspettativa, accettò. Percorremmo quel tratto felici, tranquille, senza distanze di generazione e di conflitti irrisolti. E con le felci e fiorellini compose un mazzolino minuscolo, rinascimentale, di una bellezza che avrei voluto mostrare a chiunque: “Guardate quant’ è brava mia mamma!” . E  la tenerezza di  adesso,  che la so fragile (ma sempre combattiva) , quasi alla fine del suo percorso, che si muove  con l’aiuto di un girello, con il suo carico di Vita, di cui non potrò mai sapere completamente la ricchezza di sfumature e di particolari. Ti voglio bene, mamma. Sai, questo stesso tratto di strada l’ho percorso al rallentatore anche con il papà, ormai stanco e “altrove”, circa un anno fa.
Via  amo tanto, tutti e due.

 

 

E poi  Vivaldi, che quando ti capita all’improvviso già ti spiazza. Resti lì, ascolti, ogni cosa che vedi sembra permeata di qualcosa di “forte”. Penny  che sfreccia e mi corre incontro, la goia in tre chili di bestiolina. Il bacio di mio marito, il sorriso di mia figlia, che sopraggiungono. Saliamo in macchina per fare ritorno e mi compare il volto agonizzante di mio suocero alla mente…Ascoltava questa musica,  in quei giorni di commiato al mondo. L’avrà sentita? Avrà lastricato, il suono dei violini, la strada che lo stava portando dalla sua adorata Lina nel Regno dei Giusti? Spero di sì.
Amo anche voi, tantissimo.

Mondo Floreale

Attraverso le risposte ad un post di Momolina sono approdata qua.  Questa signora (o signorina -non ti conosco, ma GRAZIE per l’abum che hai fatto!-)  è stata ad Euroflora 2006 e ne ha tratto, come vedete dalla sua homepage, un ricco album. Guardiamocelo,  per fare un piccolo tour virtuale anche noi.
Se penso che la prima, ed unica, volta che andai a Euroflora, ero una giovincella… ancora legata al mio primo amore… Fu una giornata faticosa, ma i miei occhi si riempirono di meraviglie della natura, di composizioni, di giochi d’acqua, di odori di terra e di fiori.

Se vi va andate anche qui.

 
aggiornamento: e anche qui, come gentilmente ci ha segnalato Sbilanciata!

Ancora sugli omega 3

Ne scrissi un post il 22 settembre 2005.
Oggi mi è arrivata quest’e-mail dal forum "Ben-essere"  dello zio Hack; la steatosi del fegato io ce l’ho, quindi mi interessa, mi fa piacere questa notizia e soprattutto son contenta di fare uso regolare di omega 3 da un po’.
Crepare prima o poi si crepa, ma la prevenzione ci può aiutare in quel breve lasso di tempo che si sta in questo bizzarro pianeta…
SALUTE a tutti!

03.04.2006
Omega-3 e tumori del fegato
La ricerca potrebbe aprire la strada a una terapia efficace anche per la prevenzione della steatoepatite

Gli studi sugli effetti benefici per la salute degli omega-3 si susseguono, e non tutti con risultati concordanti. L’ultimo in ordine di tempo ha preso in considerazione il rapporto tra l’assunzione di questi acidi grassi e l’insorgenza dei tumori del fegato. Secondo quanto è stato riferito all’annuale convegno dell’American Association for Cancer Research (AACR) tenutosi a Washington, dai ricercatori della Scuola di medicina dell’Università di Pittsburgh vi sarebbe in effetti un effetto di prevenzione nei confronti di questo tipo di neoplasie.
In un primo studio, è stato analizzato l’effetto su cellule con carcinoma epatocellulare, responsabile del’80-90 per cento di tutti i tumori del fegato e fatale dopo 3-6 mesi dalla diagnosi, di un trattamento a base di omega-3, in particolare di acido docosaesaenoico (DHA), di acido eicosapentaenoico (EPA) e di omega-6, in particolare di acido arachidonico (AA). Dopo un periodo di osservazione variabile tra 12 e 48 ore, il DHA e l’EPA hanno mostrato un effetto di inibizione della crescita cellulare dipendente dalla dose, mentre il trattamento con AA non ha mostrato alcun effetto significativo. Secondo i ricercatori, l’efficacia sarebbe dovuta all’induzione del meccanismo di apopotosi.
In un secondo studio, invece, sono state utilizzate cellule tumorali di colangiocarcinoma, una particolare forma molto aggressiva di neoplasia del fegato, che ha origine nei dotti biliari e ha una mortalità molto elevata. Anche in questo caso i risultati di inibizione della crescita cellulare sono stati ottenuti con il trattamento a base di DHA e di EPA e non con AA.
Secondo Tong Wu, che ha guidato la ricerca, i risultati suggeriscono la possibilità di arrivare non solo a una terapia efficace dei tumori del fegato, ma anche a una prevenzione della steatoepatite, una patologia cronica caratterizzata da un accumulo di grassi nel fegato, considerato indice di un possibile sviluppo di carcinoma epatocellulare.

DEPURAZIONE

Attenzione, attenzione! E’ arrivato il momento dell’anno più indicato per la depurazione.
A parte lo sforzarci di bere molto più del solito, cerchiamo anche di andare dal nostro erborista o naturopata o omeopata di fiducia per qualcosa di mirato.
Stamattina sono andata in spedizione e ho subito cominciato.
Il fegato è il mio organo più debole e mai come in questo periodo sento il bisogno di supportarlo.
Anche col cibo si può: gli alimenti amari in genere sono quelli più depurativi…(vedi cicoria, catalogna, carciofi, ecc.). Tra poco arriverà la classica "insalata pasqualina" (almeno qua da noi la chiamiamo così) , ottima pur essendo amarognolina (anzi, a me piace proprio per quello).
Cercate sui motori di ricerca sotto la voce "depurazione" e documentatevi…: è bello fare qualcosa per la propria salute con entusiamo!

Latte e latticini

Seguo un forum che parla di salute e benessere.
Si chiedevano in tanti se il consumo di latte e latticini facesse bene o meno.
Molte persone ne hanno drasticamente diminuito (altre abolito proprio) il consumo traendone grandi benefici.
Devo dire che quando tre anni fa ne feci a meno per oltre tre mesi (a seguito del test per le intolleranze alimentari) riscontrai effettivamente immediati effetti positivi, oltre ad un calo ponderale piuttosto consistente.
Eccovi uno stralcio significativo:

""Riporto senza commenti:

 

Dal sito: Physician Committee for Responsible Medicine

 

 

www.pcrm.org/health/Info_on_Veg_Diets/dairy.html

 

 

Traduzione dell’articolo: Luciana Baroni – guide di Dietetica Supereva:

 

Molti Americani, alcuni vegetariani inclusi, continuano ad assumere grandi quantità di derivati del latte. Di seguito elenchiamo otto importanti motivi per eliminare i latticini dalla propria dieta.

 

 

 

1-Osteoporosi

 

L’assunzione del latte è reclamizzata per la prevenzione dell’osteoporosi, sebbene la ricerca clinica pervenga a conclusioni differenti. L’Harvard Nurses’ Health Study (1), che ha seguito clinicamente oltre 75.000 donne per dodici anni, ha mostrato che l’aumentato consumo di latte non avrebbe alcun effetto protettivo sul rischio di fratture. Infatti, l’aumentata introduzione di Calcio attraverso latticini era associato con un rischio di fratture più elevato. Uno Studio Australiano (2) è pervenuto al medesimo risultato. Inoltre altri Studi (3, 4) non hanno evidenziato alcun effetto protettivo sull’osso da parte del Calcio proveniente dai derivati del latte. Per ridurre il rischio di osteoporosi, va ridotta l’assunzione con la dieta di Sodio e di Proteine animali (5, 6), aumentato il consumo di frutta e verdura (8), l’attività fisica (9), e va assicurato un adeguato introito di Calcio da fonti vegetali, come ad esempio la verdura a foglia verde ed i fagioli, come pure prodotti addizionati di Calcio tipo i cereali per la colazione ed i succhi.

 

 

 

2-Malattie Cardiovascolari

 

I latticini – ivi inclusi formaggio, gelati, latte, burro e yogurt – contribuiscono significativamente ad elevare il contenuto di colesterolo e grassi nella dieta (10). Le diete ad elevato contenuto di grassi, soprattutto grassi saturi, possono aumentare il rischio di parecchie malattie croniche, comprese le malattie cardiovascolari. Una dieta a base di prodotti vegetali, povera di grassi e che elimini i derivati del latte, in combinazione con attività fisica, abolizione del fumo e controllo dello stress, può non solamente prevenire le malattie cardiache, ma addirittura renderne reversibile il decorso (11). I derivati dalla frazione non grassa del latte possono essere utilizzati, seppure siano responsabili di altri rischi per la salute, come descritto oltre.

 

 

 

3-Cancro

 

Alcuni tumori, come ad esempio quello dell’ovaio, sono stati messi in stretta relazione con il consumo di latticini. Lo zucchero contenuto nel latte, il lattosio, viene scisso nell’organismo ottenendo un altro zucchero, il galattosio. A sua volta il galattosio viene ulteriormente catabolizzato da enzimi. Secondo uno Studio del dr. Daniel Cramer e collaboratori a Harvard (12), quando il consumo di latticini eccede quantitativamente la possibilità enzimatica di catabolizzare il galattosio, questo può accumularsi nel sangue, e può danneggiare le ovaie femminili. Alcune donne possiederebbero inoltre livelli di questi enzimi particolarmente bassi, ed il consumo regolare di derivati del latte può triplicare in loro il rischio di sviluppare cancro ovarico.

 

I tumori della mammella e della prostata sono pure stati messi in relazione con il consumo di derivati del latte, correlazione presumibilmente riferibile, almeno in parte, ad aumentati livelli plasmatici di un composto denominato Insulin-like Growth Factor (IGF-I) (13, 14, 15). Questo fattore, isolato nel latte vaccino, è stato ritrovato a livelli plasmatici elevati nei soggetti che consumino regolarmente latticini (16). Altri principi nutritivi che aumenterebbero i livelli di IGF-I sono pure presenti nel latte vaccino. Uno Studio recente mostra come soggetti maschili che presentino elevati livelli di IGF-I avrebbero un rischio quattro volte maggiore di sviluppare cancro prostatico, quando confrontati con i soggetti nei quali i livelli di questo fattore siano bassi (14).

 

 

 

4-Diabete

 

Il Diabete Insulino-dipendente (tipo I o Diabete Giovanile) è correlato al consumo di latticini. Studi epidemiologici in diversi Paesi dimostrano la presenza di una forte correlazione tra l’uso di latticini e l’incidenza di Diabete Insulino-dipendente (17, 18). Alcuni Ricercatori nel 1992 (18) hanno individuato una proteina specifica del latte che innescherebbe una reazione autoimmunitaria, che si pensa sia in grado di distruggere le cellule pancreatiche deputate alla produzione di Insulina.

 

 

 

5-Intolleranza al Lattosio

 

L’intolleranza al Lattosio è un fenomeno comune in molte popolazioni, e negli USA colpisce circa il 95% dei soggetti di origine Asiatica, il 74% dei Nativi, il 70% dei soggetti di origine Africana, il 53% dei soggetti di origine Messicana, mentre colpisce il 15% dei soggetti di razza Caucasica (19). La sintomatologia, che include problemi gastrointestinali, diarrea e flatulenza, compare perché l’organismo di questi individui non possiede gli enzimi deputati alla digestione dello zucchero presente nel latte, il Lattosio, appunto. In più oltre ad essere vittime di questi problemi, coloro che bevono latte rischiano di diventare soggetti a rischio di sviluppare altre malattie croniche ed altri disturbi.

 

 

 

6-Tossicità da Vitamina D

 

Il consumo di latte non fornisce una fonte valida ed affidabile di Vitamina D nella dieta. Differenti campioni di latte sono stati trovati contenere quantità molto variabili di Vitamina D, in alcuni campioni era presente una quantità di Vitamina D cinquecento volte superiore a quella indicata, mentre altri campioni di latte ne contenevano quantità insufficienti o questa Vitamina era addirittura assente (20, 21). Un eccesso di Vitamina D può essere tossico e può essere responsabile di un eccessivo aumento dei livelli di Calcio in sangue ed urine, di aumentato assorbimento di Alluminio e di depositi di Calcio nei tessuti molli (calcificazioni ectopiche, NdT).

 

 

 

7-Contaminazione

 

Ormoni sintetici come ad esempio il ricombinante dell’ormone della crescita bovino (rBGH), sono comunemente usati nelle mucche da latte per aumentare la produzione di latte (13). Visto che le mucche producono quantità di latte in eccesso rispetto a quanto previsto dalla Natura, sono vittime di mastiti od infiammazioni delle mammelle. Il trattamento di queste patologie richiede l’uso di antibiotici, e tracce di questi farmaci e di ormoni sono stati rilevati in campioni di latte e di latticini. Altre sostanze che contaminano frequentemente il latte sono i pesticidi ed altri farmaci.

 

 

 

8-Problemi per la salute dei bambini

 

Proteine del latte, Zuccheri del latte, grassi e grassi saturi presenti nei latticini possono essere causa di rischi per la salute nei bambini, portando allo sviluppo di malattie croniche quali obesità, diabete e formazione di placche arteriosclerotiche, causa in seguito di patologia cardiaca.

 

L’American Academy of Pediatrics raccomanda che ai bambini al di sotto dell’anno di vita non venga somministrato latte vaccino intero, poiché la carenza di Ferro è più probabile quando la dieta sia ricca di latticini. I prodotti del latte sono molto poveri di Ferro. Se dovessero costituire una grossa parte della dieta, è più probabile si sviluppi una carenza di Ferro (10). Le coliche addominali sono un ulteriore problema correlato al consumo di latte. Un bambino su cinque soffre di coliche. I pediatri ne hanno individuato da tempo la causa nel latte vaccino. Sappiamo ora che quando la madre che allatta al seno il bimbo consumi latte vaccino, il bambino può andare incontro a coliche addominali. Gli anticorpi della mucca possono passare, attraverso il circolo ematico materno, nel latte materno stesso e da qui al bimbo (22). Inoltre le allergie alimentari appaiono essere comunemente causate dal consumo di latte, soprattutto nei bambini. Uno Studio recente (23) mette anche in correlazione il consumo di latte vaccino con la stipsi cronica del bambino. I ricercatori suggeriscono che il consumo di latte provochi ragadi od altre lesioni perianali e severo dolore alla defecazione, provocando così stipsi.

 

Il latte ed i suoi derivati non sono necessari nella dieta e possono, in effetti, essere dannosi per la salute. Consumate una sana dieta a base di granaglie, frutta, verdura, legumi, cibi fortificati quali i cereali ed i succhi. Questi cibi, carichi di principi nutritivi, possono aiutarvi a soddisfare le esigenze individuali di Calcio, Potassio, Riboflavina e Vitamina D con facilità e senza rischi per la salute.

 

 

 

BIBLIOGRAFIA

 

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Ribes Nigrum

 

 

Caratteristiche: Arbusti senza spine alto fino a due metri. la lamina figliere è cuoriforme con un lungo picciolo.

Habitat: Boschi freschi. ai margini dei fiumi, lungo le siepi.

Proprietà farmaceutiche: Il suo nome è "Ribes Nigrum", ma è noto anche con i più comuni nome di uva spina, piperella, uva ramà. Appartenente alla famiglia delle Saxifragaceae, il suo nome sembrerebbe derivare dall’arabo ribas, un particolare rabarbaro del Libano che, secondo i conquistatori arabi in Spagna, aveva stesso sapore e stesse proprietà.
Terapeuticamente si usano le sue foglie i cui componenti principali sono vitamine, acidi polinsaturi, acidi organici.
La fitoterapia ne estrae infusi e tinture a scopo depurativo e diuretico; ma anche la polpa ed il suo succo si rivelano utili, l’una per curare infiammazioni della bocca ed ustioni, l’altro come regolatore intestinale, diuretico e rinfrescante.
Nel corso poi degli ultimi anni il ribes nigrum è stato largamente impiegato anche dalla gemmoterapia, la quale utilizza gli estratti di piante giovani ancora in fase di crescita, ricavandoli dai germogli, dai boccioli, dalle radici, dalla linfa dai semi, dai tessuti embrionali. La gemmoterapia sfrutta soprattutto le proprietà antinfiammatorie del ribes nigrum facendovi ricorso per la cura di riniti allergiche e croniche, asma, bronchiti, laringiti, faringiti.
Il grande successo di questa pianta è dovuto, oltre alle sue molteplici proprietà terapeutiche, anche al fatto che sia in fitoterapia che in gemmoterapia non sono stati riscontrati particolari effetti tossici.
Proprietà antinfiammatorie (dolori reumatici), dissetanti, aperitive, diuretiche, depurative, astringenti
Droga usata: foglie e frutti.

Uso in cucina: Viene usato anche per sciroppi e conserve.

Famiglia: Saxifragracee

Nome Volgare: Ribes nero

  • Definito cortisone naturale.
  • Ottimo antinfiammatorio.
  • Tipicamente utilizzato come antiallergico.
  • Stimolante delle difese immunitarie, nel combattere le forme virali.
  • Anti-influenzale.
  • Tonico generale, antiastenico.
  • Anti stress sia psichico, sia fisico.
  • Proprietà depurative, diuretiche.
  • Ottimo utilizzo per alleviare le fragilità capillari, emorroidi.
  • Sindromi febbrili influenzali
  • Reumatismi
  • Gotta
  • Allergie
  • Fragilità capillare
  • the bancha

    Ma si scrive tea, the o té?

    Contiene poca teina tanto che in Giappone viene, di solito, utilizzato per i bambini o per le persone anziane.La miscela viene formata raccogliendo le foglie più grosse e da maggior tempo presenti sulla pianta di Camellia Japonica dato che sono quelle, appunto, che hanno un basso contenuto di teina. Per lo stesso motivo, purtroppo, ad un basso contenuto di teina corrisponde anche un basso contenuto di catechine che sono le sostanze responsabili degli effetti terapeutici tipici del the verde.Se desiderate quindi gustare il the verde, oltre che per i suoi aromi, anche per sue indubbie qualità terapeutiche, scegliete la vostra miscela tra le innumerevoli quantità di the verdi esistenti e tralasciate il Bancha, riducendo magari la quantità di the gustato in una giornata.Se invece preferite gustare un the leggero, dal gusto sottile ma al tempo stesso tenace, allora il Bancha è il the giusto.

    CURIOSITA’

    Pippo

    Pippo ha finito con lo scegliere i pascoli del cielo.
    Pippo è un cavallo.
    Era il cavallo di mia cognata e mio fratello minore.
    Aveva 20 anni, era vecchio, è vero, ma tanti cavalli raggiungono anche i 30 anni e oltre.
    Ha avuto una colica.
    I cavalli sono soggetti alle coliche. Pippo ne aveva avuta una anche qualche anno fa, ma l’aveva poi superata egregiamente (ricordo mio fratello che passava le notti là con lui, nel suo box; e le cure scrupolose, fatte con tutto l’amore del mondo).
    L’altro giorno sembrava aver superato anche questa seconda colica, stava meglio, aveva ripreso a mangiare.
    Ma ieri mattina mia cognata lo ha trovato tutto sudato sotto alla sua coperta, che raspava con gli zoccoli anteriori, visibilmente sofferente. Ha chiamato immediatamente il veterinario, che ha prestato ogni soccorso possibile e immaginabile (evito i particolari  perchè sono strazianti) fino a quando il suo verdetto è stato che non c’era più niente da fare, che avrebbe continuato così per qualche ora ma che poi sarebbe morto. Così si è scelto di fargli una puntura che mettesse fine alla sua agonia (quanto siamo più pietosi con i nostri amici animali che con le persone, in casi come questi…).
    So che mia cognata lo ha abbracciato e salutato e poi se n’è andata…immagino con quale stato d’animo…
    E’ che ci sono anche due nipotini, uno in terza e l’altra in prima elementare, affezionatissimi a Pippo, dato che fa parte della vita di mio fratello e mia cognata da moltissimi anni, credo fin da prima che si sposassero. Ogni domenica mattina i bambini erano là, andavano a trovarlo; appena scendevano dalla macchina, con alle calcagna il loro jack russell Birillo bianco e nero (pure lui amicissimo di Pippo, nonostante una volta si sia presa un’involontaria zoccolata…) lo chiamavano per nome…e dal suo box immediatamente partiva un nitrito…(questo a qualsiasi ora, mi è capitato di sentire quel nitrito anche in piena notte, perchè a fianco del maneggio c’è una trattoria dove a volte pranziamo o ceniamo e quindi è(era) poi immancabile una visitina a Pippo…).
    Pippo era originariamente il cavallo di un fratello di un mio ex-moroso, il mio primo amore. Quando Vittorio divenne padre decise di venderlo, poichè non poteva montarlo con la dovuta assiduità. Mio fratello e mia cognata frequentavano lo stesso maneggio, si conoscevano bene con Vittorio (sono ancora amici) e mio fratello, di nascosto, pensò  una cosa e…fece le sue mosse. Ed un giorno si presentò a mia cognata con un plico legato da un fiocchetto e glielo porse. Era l’atto notarile con cui si certificava il passaggio di proprietà di Pippo da Vittorio a lei…Che si mise a piangere di gioia a lungo…
    Credo che un legame con un cavallo sia qualcosa di ancor più speciale del legame con qualsiasi altro animale.
    Non so cosa farei per poter lenire tutto questo dolore e il vuoto che ne conseguirà, amplificandolo.
    I miei nipotini ancora non lo sanno, gli verrà detto oggi. Spero trovino le parole adatte.
    Proprio domenica scorsa c’era stata una piccola recriminazione da parte mia perchè mia cognata, quando c’è di mezzo la morte, vuol sempre nascondere loro le cose (è morto investito un jack russell che loro conoscevano e quando questo stava per essermi detto, mia cognata e mio fratello hanno "vociato" per evitare sia che i bambini sentissero sia che la notizia mi fosse data per esteso).  Ed io  avevo replicato che non mi sembra giusto questo atteggiamento, che la morte fa parte della vita e che i bambini, nei dovuti modi certo, debbono sapere, perchè tenerli all’oscuro secondo me è  come prenderli in giro, e inoltre non li prepara alla vita…
    Poi è successo tutto questo ieri.
    Mi son sentita in colpa; anche se mio marito non fa che predicarmi che non è proprio il caso, che quel che ho detto domenica lo condivide anche e lui e che non devo per nulla farmi venire certi pensieri, beh…io sento molta amarezza e mortificazione, oltre al dispiacere. Vorrei non aver detto proprio nulla, domenica scorsa.
    Se ne avranno voglia, oggi porterò i miei nipotini al cinema. O dove vorranno.