Stamattina, durante il mio tour giornaliero nei vari blog che leggo abitualmente, mi sono imbattuta in un post che sentivo molto: mi rendevo conto più che mai di una cosa leggendolo, di quanto l’astrarsi in mezzo alla natura e a una cadenza personale e senza pressioni del tempo, non siano mai un momento di assenza, ma un momento di rigenerante meditazione, che fa benissimo. Fino a che sono giunta, facendo una solenne risata in cuor mio, al punto in cui la lettura del post sfociava ex abrupto in una frase molto prosaica, che ha quasi rotto l’incanto…
Capirete leggendo il post. Non c’è nulla di sbagliato in quello che l’autrice del post dice, anzi!
In una situazione simile però a me il sesso non sarebbe mancato. A volte mi dico che è questione d’età, che anch’io alla sua età davo una grande importanza al lato fisico di un rapporto. E forse gliela dò ancora, ma in maniera completamente trasformata. Poi noto che ci sono blog di donne cinquantenni (come me) che invece parlano di eros, di attività frequente e di sperimentazioni come se fossero il sale indispensabile della vita. Quindi forse l’età non c’entra nulla.
Per molto tempo mi sono sentita anomala, e anche adesso ogni tanto questo pensiero mi sfiora e mi fa trarre subdole conclusioni, mi metto ad elucubrare in modo inutile.
Io sono io, con la mia storia e la mia situazione. Punto. Non c’è nulla di sbagliato o di giusto, nessuno che abbia ragione o torto.
Mi ritenevo molto brava, nell’arte dell’amore fisico. E mi ritengo ancora brava, nel senso che è un’arte che non è che una volta appresa la puoi ‘perdere’…Solo che non pratico più. Di sicuro non pratico più a quel modo. E la qual cosa mi son chiesta a lungo se era una rinuncia, un punto d’arrivo o cosa.
Cercando una risposta a questo, forse una conferma, non so…mi sono presa il libro di Osho da cui ultimamente trascrivo cose ( che riporto anche qua -vedi post precedenti-), l’ho aperto a caso e mi è capitata questa lettura, che mi pare sia perfettamente ad hoc.
Anche se mi corre l’obbligo di fare una precisazione: c’è una netta differenza tra sesso e affettività. La seconda non deve mai mancare. Posso pensare di non essere considerata un oggetto di piacere fisico (o di non considerare oggetto di piacere fisico), ma se sono privata di attenzioni d’Amore guai…e a mia volta devo poterne offrire.
Soggetti d’Amore, insomma.
<< In realtà la vita inizia quando il sesso finisce; perchè a quel punto hai tutta l’energia a tua disposizione per fare tutto cò che vuoi: hai tutta l’energia che vuoi per creare un significato! Sei libero dalla biologia e ti puoi spostare a livelli esistenziali più elevati.
Il sesso è un fenomeno molto primitivo, non ha nulla di speciale: tutti gli animali ci vivono, tutti i vegetali ci vivono; solo l’uomo ha la facoltà di trascenderlo, e quella è la sua grandezza.
Purtroppo in Occidente, dopo Freud, domina l’idea, del tutto sbagliata, che la vita di una persona finisca, se il sesso scompare. Certo, in te scompare l’animale, ma ciò implica l’inizio di qualcosa di immenso.
Il motivo per cui sono totalmente favorevole all’indulgere nel sesso è solo questo: secondo me, quello è il solo modo per trascenderlo. E in Occidente accadrà sempre di più, proprio perché il sesso è diventato qualcosa di libero e disponibile: prima lo esaurisci, meglio è. Più ci indulgi, prima smetti: ben presto perde ogni fascino, ogni carisma, si rivela un’attività così futile, così noiosa, così frustrante!
Occorre andare a fondo nel sesso, perché è il solo modo per andarne al di là; chi ha provato con la repressione non ci è riuscito; perché più lo reprimi, più diventi sessuale.
Ebbene, se accade spontaneamente, rallegrati, non farne un problema e non cadere in preda al panico: riversa le tue energie in nuove direzioni. La biologia non è tutto: il sesso può diventare amore; l’amore può diventare preghiera. Ci sono dimensioni al di là delle dimensioni conosciute, vette oltre le vette, e il sesso è la vetta più bassa. Per questo è resa disponibile alla natura; nascendo la porti con te: le vette più elevate dovranno essere apprese, dovrai crescere per raggiungerle; te le dovrai guadagnare, ne devi diventare degno.
Ebbene, accade: il sesso a volte scompare naturalmente, se tenti di importelo con la forza, diventerai un automa; farai qualcosa senza alcun sentimento. Ci puoi provare, ma non potrai ravvivarlo.
Se ti rendi conto che l’energia si è spostata dal centro sessuale, prova a usarla per raggiungere nuove dimensioni. Crea: componi, scrivi poesie, dipingi, medita…canta, danza. E rimarrai sorpreso: da tutte queste attività puoi trarre esperienze orgasmiche incredibili, qualcosa che non hai mai vissuto in precedenza.
Quando il pittore è perso nel suo dipingere, viene un momento in cui non è più il pittore; qualcosa di ignoto si impossessa di lui, e dipinge attraverso di lui, ed ecco un’incredibile gioia orgasmica…oppure, quando un ballerino è perso nella sua danza: l’orgasmo è di gran lunga più totale di quello sessuale. E tutto ciò non è confinato ai genitali: si diffonde a tutto il corpo, ogni cellula vi partecipa.
Danza, canta, suona…qualcosa di grandioso sta bussando alla tua porta: devi solo accogliere quell’ospite inatteso. >>
Mo’ come la mettiamo che io né dipingo, né canto, né suono, né danzo? ^_^


