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fiabe…

Come affronti una “crisi”?
Un test insolito: scopri attraverso le favole in che modo affronti i momenti difficili della vita. E cosa puoi fare per “aiutarti” al meglio

Maggioranza di risposte C

Le affronti senza scappare

Difficile che tu non ti accorga che qualcosa non va, prima ancora di capire esattamente di cosa si tratta, lo intuisci. Talvolta i campanelli d’allarme sono una fastidiosa insonnia, un’ansia insolita oppure la fame nervosa. Quando l’inquietudine si affaccia, affini i sensi, ti affidi all’intuito e ti metti in ascolto della tua voce interiore, pronto a captare anche i segnali che provengono dall’esterno. Quando occorre sai rimescolare le carte e porti le domande giuste. Spesso ci vuole un po’ di tempo perché tu prenda una decisione o ti risolva ad agire. Quando ti senti confuso istintivamente ti fermi e accogli il travaglio che ti aspetta. Gli atteggiamenti vittimistici non fanno per te, tu non cerchi alibi, semmai ti assumi più responsabilità di quelle che ti competono. Grazie alla tua saggezza non trascini situazioni ambigue o carichi pendenti. Dopo la tempesta arriva sempre il sereno. E tu questo l’hai già imparato.

Benessere

Morellik è arrivato anche on-line!

Ed ora due ideuzze di facile realizzazione trovate oggi pomeriggio:

Granita al tè verde: dopo aver preparato il tè lo si aromatizza con qualche fogliolina di menta, poi si aggiungono un cucchiaino di miele e uno di agar agar (per addensare); si mette il tutto in una ciotola che va messa a ghiacciare in freezer.
Le virtù del tè verde (antiossidanti e drenanti) non vengono intaccate dal congelamento.

Olio alla vaniglia: dividi a metà nel senso della lunghezza un baccello di vaniglia, meglio se bio e immergilo in due dl di olio extravergine d’oliva. Dopo circa un giorno filtra l’olio ottenuto in un boccettino. Va usato in piccole dosi perché è molto intenso. La vaniglia, a parte il profumo inebriante, è saziante, antidepressiva e, consumata a cena, predispone al sonno.

Natura, procura, cura, misura e contromisura

<<Recentemente è stato portato all’attenzione dei medici il "disease mongering" ossia la "creazione" di nuove malattie da parte delle case farmaceutiche per aumentare le vendite e l’utile d’impresa.
Gli sperti di comunicazione pubblicitaria hanno capito da tanto che per vendere bene bisogna creare o aumentare il bisogno di un prodotto con strategie ormai ben consolidate che variano secondo la tipologia del prodotto.
Purtroppo nel mondo di oggi poco conta se questo bisogno fa bene o male alla persona o all’ambiente, sono fattori completamente estranei ai calcoli economici. E finché non nasce una nuova economia che introduce come valore economico l’ecologia continueremo a farci del male.
Il creare malattie artificiali è una pratica ormai vecchia e consolidata, non solo da parte delle case farmaceutiche. Basti pensare al parto che da un evento naturale è diventato una specie di malattia che necessita dell’ambiente in tutti i sensi sterile dell’ospedale o addirittura dell’intervento chirurgico con buona pace per i traumi che subiscono i bambini che nascono in un ambiente di questo tipo invece che in casa. Poi ci meravigliamo se i giovano sono difficili da gestire.
Un altro esempio classico è il colesterolo che,  poveretto, non c’entra praticamente niente con tutte le malattie cui è stato collegato e il cui valore "ottimale" è stato abbassato ripetutamente per allargare il cerchio dei consumatori (di coloro che devono prendere farmaci o prodotti per abbassarlo. Che poi c’è colesterolo buono e non solo quello cattivo).
La terapia ormonale sostitutiva è un altro esempio di come un processo del tutto naturale, cioè la menopausa,  viene trasformato in una patologia per vendere farmaci non solo inutili, ma che causano quello che avrebbero dovuto evitare, come si è scoperto recentemente.
Negli ultimi anni questo lavoro di marketing delle multinazionali del farmaco è diventato sistematico e quello che è peggio è che stato esteso anche ai bambini. Un bambino sano è per sua natura vivace e la sua vivacità aumenta se non si può muovere e sfogare, cosa che non può fare né in casa, né a scuola e se vive in città neanche fuori casa. In più eccitiamo il loro sistema nervoso con i campi elettromagnetici e con un eccesso di zucchero nell’alimentazione. Questo sì che costituisce la base per un buon business! I bambini depressi hanno bisogno di farmaci per tranquillizzarli, come il famigerato Ritalin.
A questo punto basta produrre qualche studio clinico, un bel nome o meglio una sigla per la "malattia" insieme ad una definizione per cui ci stanno tutti e un professore in cerca di fama e di soldi che pubblica qualche articolo sulle riviste specializzate, finanziate dalla pubblicità delle case farmaceutiche, per convincere; scusate, si dice informare i medici della nuova malattia e del bisogno di intervenire con i farmaci. L’iperattività ora si chiama ADHD (Attention Deficit Hyperactivity Disorder) e la diagnosi  si basa su comportamenti che possiamo trovare in tutti i bambini: fatica a concentrarsi sui compiti, errori di disattenzione, non ascoltare, difficoltà ad organizzarsi, poca voglia di sostenere sforzi mentali, distrazione da stimoli esterni, scordare le attività quotidiane, non riuscire a stare seduto tutto il tempo richiesto, correre o arrampicarsi in situazioni inadeguate, parlare troppo, risponde prima che la domanda sia terminata, interrompere gli altri, difficoltà ad aspettare e così via. Bastano sei di questi comportamenti per diagnosticare l’ADHD. Molto scientifico: chi stabilisce cosa vuol dire "parlare troppo"?  Ora, vi sfido a trovare un bambino non depresso che non manifesti almeno alcuni di questi comportamenti. Un peccato che così tanti genitori non si rendano conto che i loro figli sono malati e hanno bisogno di psicofarmaci…
Si vede che la campagna pubblicitaria non è stata condotta bene, io licenzierei il responsabile…
A proposito, è strano che la campagna dell’influenza aviaria non sia ancora partita, ha reso così bene l’anno scorso!>>

by  H. Bösch

occhi nuovi

Spesso si crede che la fiducia venga alimentata dalla carriera, dal successo, dal raggiungimento di determinati obiettivi.
E’ falso.
La fiducia dipende dal rapporto con noi stessi. Non è il prodotto di uno sforzo, ma il risultato dello stato di rigenerazione che si crea dentro di noi, quando ci guardiamo con la sguardo nuovo, che accoglie e fa sfumare quel che ci è rimasto appiccicato addosso: rimpianti, gelosie, lamenti, invidia, rabbia, insicurezza.

BUON  ASCOLTO

 

Vite fuori luogo

<<Sono pochi quelli che vivono davvero la  propria vita, ma questo non deve certo consolare.
Anzi, fa molta rabbia pensare che il progresso occidentale concida spesso con la condanna di vite aliene (oggi le clientele degli psicoterapeuti sono formate per lo più da persone depresse perchè collocate nella vita sbagliata). Ma è veramente una condanna? E quale responsabilità ha chi si è lasciato influenzare e continua a farlo? Sì,  perchè se da un lato l’interferenza dei genitori si è imposta quando per diversi motivi ci si sentiva acerbi e insicuri, dall’altro una scelta  non nostra non può (e non deve) modificare per intero la nostra esistenza. Altrimenti c’è il nostro contributo collusivo.
Già, ma che faccio, butto via tutto?
In realtà è la vita intera che stiamo buttando via, attaccati a qualcosa, che in fondo nonci appartiene, solo perchè abbiamo cacciato il sangue per arrivare fin qui. Nelle sabbie mobili del non senso.
Se la vita che staimo conducendo non ci appartiene, la "morte psichica" si perpetua restandoci dentro..
Ci vuole qualcosa che porca puttana non tutti hanno in egual misura: grande amore per se stessi, una grande gratuità verso la vita che consenta di mollare tutti i propri falsi investimenti, senza alcun risarcimento di tutta la fatica fatta per diventare ciò che…non si è.
Se si trova il coraggio di perdere tutto, di andare a prendere il "proprio posto" forse poi uno riesce anche a perdonarsi, con un grande senso di comprensione,e non di astio, per tutto l’esilio vissuto.>>

Non lottare…

Non lottare. Solo così ritroverai l’energia.
L’errore è identificarci col passato e con gli ideali che abbiamo assorbito. Così la vita diventa uno sforzo impossibile per "essere all’altezza" dell’immagine di noi stessi  che abbiamo creato.
L’atteggiamento mentale giusto mette invece a disposizione l’energia e l’intelligenza del cervello. La soluzione è lì, non la vediamo perchè siamo troppo presi dai nostri pensieri. I disagi non dipendono dal mondo esterno, ma dal rapporto sbagliato con la nostra interiorità.
Se il lavoro non va bene, se in casa l’atmosfera è tesa, se ti chiedi se l’amore durerà o no (e via discorrendo)…ripeti  a te stesso questa frase…:"NON DIPENDE DA ME".
Quando ci si rende conto che non si può controllare tutto scatta un senso di liberazione profonda. Accetta di non poter fare niente di più di quello che hai fatto e presto tornerà la pace in te e tra te e gli altri.

Elimina gli aggettivi: bello, brutto; buono, cattivo, ecc. Li usi in continuazione. Ma le cose non sono né buone né cattive: accadono. Sono i modelli che hai in testa che te le fanno vedere così. E tu finisci sempre per fare le stesse azioni, ripetere gli stessi errori. Risultato? Una gran fatica e la tua energia vitale che se ne va. Se la smetti di cercare il piacere "per come lo hai in mente", per come lo richiedono i tuoi pregiudizi, potrai finalmente trovarti a tuo agio in ogni situazione.

Questa "molla la presa". Ogni giorno, mentre vivi e fai le varie cose di cui la tua vita è fatta, prova a chiederti: "Quanti sforzi sto facendo per far contento mio marito, o i miei genitori, o qualunque altra persona? Quanto sto tenendo duro per fare procedere le cose?". Ecco. Allora, di colpo: LASCIA LA PRESA. Cedi. Lascia andare tutto. Se lasci la presa avrai a disposizione tutta l’energia e l’intelligenza del cervello e del mondo; arriveranno, senza che tu  te ne accorga, le soluzioni adatte a te.

Anche se tutti se ne vanno, resti tu, presente a te stesso.

Non pretendere troppo da te stessa

<< Sottotitolo: cerca la femminilità, non la perfezione.

Sotto titolo del sottotitolo: ci impegnamo a fondo, mettiamo in campo tutte le nostre energie e, alla fine,  
sentiamo di aver sbagliato. E non riusciamo a dimagrire. Per troppo zelo, troppa rigidità, troppa
distanza da noi stessi.

Dice una signora, che ha seguito molte diete -e inutilmente- che si è resa conto che il suo peso dipende solo dalla "testa".
Il sovrappeso può derivare dal fatto che vogliamo tutto subito.
Questa signora dice che lei da un lato è lenta e un po’ pigra, dall’altro vorrebbe sbrigare gli impegni in breve e quindi li programma minuziosamente. Poi scopre che, svolgendoli in modo perfetto, le servirebbe un tempo che non ha.
E’ sfinita, non rispetta i programmi…così mangia…e si dice: "Oggi è andata così, ma la prossima settimana porterò a termine i progetti, perchè se voglio posso riuscirci". E aumenta di peso…

 

Va chiarito subito che non si dimagrisce con uno sforzo di volontà. E’ per questo che, innanzitutto, occorre eliminare la frase " se voglio, posso riuscirci…"
Dimagrire non vuol dire mettersi alla prova, non vuol dire sfidarsi.
Che cosa ci fa ingrassare?
Una forza femminile che stiamo trascurando.
Quando ingrassiamo, spesso, la prima parte del corpo "colpita" è la pancia e questo proprio perchè una forza più grande di noi vuole allargarci, farci espandere. Perchè lo fa? Perchè è sbagliata? Perchè è cattiva? NO! E’ il femminile che si ribella. Si ribella a quella donna perfetta, meticolosa, che vuol essere protagonista, a quella donna che vuole decidere come deve essere la vita, che vuol fare di lei una perfetta casalinga.
Il più delle volte, pigrizia e lentezza arrivano non perchè siamo indolenti, ma per fermare quella parte di noi che vuole dirigere e controllare tutto, che vuole essere perfetta e dominarci.
Ma il Femminile vuol ben altro!
Vuole che noi si abbia cura di quella Donna misteriosa che abita dentro di noi.
Al mattino, quando ti svegli, prova a dirti: "Come faccio, oggi, a rendere contenta la mia Donna? C’è qualcosa che interessa al mio femminile?".
Un  libro che ti possa entusiasmare, indossare un vestito che ti faccia sentir bella e non esprimere alcun giudizio sulle tue forme, attualmente troppo prosperose, oppure immaginati  in compagnia di persone con le quali ti senti bene e sei contenta, appagata, felice, gioiosa…
Prova a riattivare un interesse che avevi magari anni fa e che adesso hai messo da parte, come disegnare, scrivere, recitare, fare qualcosa che ti faccia cambiare personaggio. Così il tuo femminile incomincerà a cercare, e potrà trovare, piacere non più nel cibo ma in altre situazioni.
Come si fa a sapere quando si è sulla strada giusta? Non dall’ago della bilancia che scende, ma dal fatto che durante la giornata incominci a giudicarti sempre meno, a non dirti se vai bene o non vai bene, dal fatto che ti trovi presa e incantata da interessi che non hanno niente a che vedere con il tuo perfezionismo.

Quando ti accorgi che il tuo femminile , e la tua Donna, sono "prese" da passioni, quando ti senti "catturata" da un libro, da un disegno, o da qualsiasi altra attività che ti fa stare profondamente bene, vuol dire che ti stai finalmente appagando, smetterai di cercare il piacere nel cibo e dimagrirai senza accorgertene. >>

(dalla gerla del signor r)

 

il metabolismo

…questo scellerato!
Stiamo cercando di dargli una bella spinta…

<<I RITMI CHE LO MODIFICANO:

  • L’OROLOGIO BIOLOGICO:

Il metabolismo è influenzato dall’età; dopo i trent’anni subisce una riduzione costante  che arriva al 30% dopo i settanta.

  • LE ORE DEL GIORNO:

La mattina, tra le 8 e le 9,30 circa,  il metabolismo è più attivo, poi diminuisce gradatamente fino ad arrivare al 7% in meno durante il riposo notturno.

  • LA STAGIONE:

In inverno aumenta perchè, a causa del freddo, il corpo sostiene uno sforzo per mantenere costante la temperatura corporea.

LE CAUSE CHE LO RALLENTANO:

  • QUANTO SPAZIO OCCUPI?

Se la superficie corporea aumenta (quando ingrassi), il metabolismo rallenta. Ma se a crescere è la massa muscolare, il metabolismo diventa più veloce…

  • LA DEPRESSIONE E L’ANSIA:

La depressione in genere lo rallenta. Gli stati d’ansia possono aumentarlo o diminuirlo fino al 50%.

  • LA TEMPERATURA CORPOREA:

Se è bassa, il metabolismo rallenta. Per ogni grado di aumento, partendo da 36 centigradi, il metabolismo aumenta del 13%.

IL PIACERE LO ATTIVA:

  • MANGIA CON GUSTO:

Una dieta bruciagrassi deve dare spazio al sapore (si può pure non rinunciare ai dolci: per es. se tra le 8,00 e le 9,00 del mattino vuoi, durante la colazione, concederti una brioche o una fetta di torta, puoi farlo; se poi accompagni il dolce con tè verde, assorbi meno calorie).

  • FAI L’AMORE:

Il piacere della sessualità è tra i più efficaci stimolatori del metabolismo!

  • RISCOPRI IL BENESSERE:

Un massaggio piacevole, camminare immerso nella natura, odorare un’essenza: modi semplicie per attivare l’ipotalamo!

 

MANGIA POCO E SPESSO!

Ideali sono i sei pasti quotidiani e l’individuare il cibo giusto per ogni ora, tenendo conto che il tuo metabolismo è più veloce inalcune ore e più lento in altre. Nutrendo frequentemente il corpo è possibile allontanare attacchi di fame, mantenere stabili i livelli di energia e attivare il matabolismo-

8.00-9.00: abbondante colazione. In questa fascia oraria l’organismo ha già messo in circolo il cortisolo, l’ormone che accende il metabolismo, preparandolo a bruciare buone dosi di carburante per ricavarne l’energia necessaria per le attività del mattino. Durante la colazione (vedi sopra) puoi concederti anche qualcosa di dolce.
N.B. : l’esercizio fisico di primo mattino AUMENTA il metabolismo. Se ti alleni anche prima del tramonto, brucerai più calorie a cena. Inoltre, facendo attività fisica regolare, i muscoli saranno più tonificati e la massa magra persa in magari anni e anni di diete sbagliate andrà a riformarsi; mentre verranno bruciati i grassi accumulati (sempre nei periodi di alimentazione scorretta).

10.30-11,00: in queste ore il metabolismo è pienamente attivo, il rendimento psicofisico aumenta e si bruciano più calorie. Mangia un frutto di stagione o una barretta di cereali: ti forniranno l’energia necessaria per non arrivare affamato/a a pranzo e permetteranno al tuo "motore" di continuare a funzionare a pieni giri.

12.00-14.00: è il momento del pranzo e ilsistema digestivo è naturalmente predisposto ad essere pienamente attivo. Ciò significa che in questa fascia oraria il tuo organismo crea le condizioni ideali per metabolizzare bene ilcibo, evitando l’accumulo di adipe. Ma se non mangi, il corpo si protegge rallentando il metabolismo e predisponendosi a fare scorta (vale a dire accumulare grasso), non appena ingerirai qualcosa, anche solo un semplice frutto!
Scegli un piatto a base di cereali o derivati (riso, orzo, pizza, pasta -di kamut, avena, segale, frumento, mais (meglio se vari di giorno in giorno ) – e verdure a piacere.

16.30-17.00: ora della merenda! In questo momento il corpo subisce un rapido calo di energia e ilmetabolismo ha già cominciato a rallentare. Uno yogurt, due palline di gelato (ottimo anche quello vegetale, volendo), un frutto di stagione, oppure un pezzetto -dicasi pezzetto- di cioccolato fondente ti daranno lo sprint necessario per continuare le tue attività senza sentirti stanco/a e ti impediranno di arrivare a cena affamato/a.

18.30-19.00: via libera all’happy hour, a torto considerato come l’occasione per prendere peso. Bevi unsucco di pomodoro aromatizzato con una foglia di menta, o con del limone (o una spremuta di agrumi) e mangia qualche tocchetto di verdura cruda: la gratificazione sensoriale ti aiuterà a bruciare più calorie a cena.

19.30-20.00: gli ormoni prodotti dall’organismo in questo momento fanno diventare particolarmente acuti gusto e olfatto; ciò significa che puoi soddisfare il palato con piccole porzioni. Se cenia quest’ora potrai mangiare meno senza fatica. Preferisci un alimento proteico, come pesce, carne, oppure uova,accompagnato da verdure e una fetta di pane integrale. Termina se ti va con una pallina di sorbetto alla frutta.

Dormi fino a tardi e ceni dopo le 21?
Se la mattina fai fatica ad alzarti e ti senti sempre stanco/a, se ami fare tardi la sera, perchè nelle ore "buie" ti senti carico di energia e il giorno dopo ti svegli alle 10 di mattina…potrebbe voler dire che il tuo orologio biologico va avanti di un paio d’ore.
Non ti preoccupare: anche se mangi una fettina di torta alle 10,30 del mattino o ceni alle 10 di sera, nonsi trasformerà in adipe. Il tuo ritmo metabolico si adatterà a questa necessità biologica.
Un consiglio: in questo caso limitati a cinque pasti quotidiani e fai attività fisica nel primo o nel tardo pomeriggio.

UN INTEGRATORE PER OGNI ETA’:

18-25 anni: i fermenti lattici (2-4 compresse al giorno): aiutano la flora intestinale e quindi l’assimilazione dei principi nutritivi che stimolano il metabolismo.

25-35 anni: bruci di più con un integratore a base di alghe e mucillagini -fibre idrosolubili- (2-4 compresse al giorno): ti aiuterà a regolarizzare l’intestino.

35-45 anni: in questa fascia d’età nella donna si modifica la produzione ormonale e ciò può comportare un maggior accumulo di adipe. L’aiuto che fa per te è a base di calcio piruvato (3 gr al giorno): ti fa bruciare i grassi in eccesso e fa aumentare i muscoli.

oltre i 45 anni: il tuo integratore è a base di isoflavoni della soia (100-200 mg al giorno): oltre ad attenuare i sintomi tipici della premenopausa e della menopausa, contrasta il rallentamento del metabolismo dovuto a cause ormonali tipiche di questo periodo della vita.
Comunque, il tuo terapeuta di fiducia saprà indicarti l’integratore e il suo uso più adatti. >>

Nucleo accumbens

"Si è scoperto che il nostro metabolismo – delegato atttraverso una serie di "operazioni biochimiche" a trasformare il cibo ingerito in energia- si mantiene attivo se mangiamo regolarmente,senza saltare i pasti o ridurre l’apporto calorico in modo eccessivo. Inoltre, esso si attiva se facciamo attività fisica e se proviamo piacere. Sì, perché il metabolismo funziona grazie all’ipotalamo, un’area del cervello associata al piacere, che regola anche la temperatura corporea e il senso di fame e di sete.
Ecco cosa accade: il piacere provato attraverso uno qualsiasi dei cinque sensi attiva l’ipotalamo che, sollecitato, fa alzare la temperatura corporea e stimola l’organismo a bruciare più calorie.
Da questa interessante osservazione possiamo dedurre, per esempio, che se mangiamo troppo poco e/o cibo che non ci piace, l’ipotalamo, e in particolare il nucleo accumbens (il cosiddetto nucleo del piacere che si trova in zona prefrontale), non si attiva, e noi prendiamo peso.
Poi ci sono altri fattori che incidono sul metabolismo, ma questo lo vedremo un’altra volta."