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La leggenda di Filèmone e Bauci

Questa è la storia di due bravi vecchietti, marito  e moglie, che zitti zitti, quieti quieti e ignoti a tutti, erano arrivati alle nozze d’oro quando toccò loro l’inopinata avventura che li rese arcifamosi nei secoli.
Molte leggende medioevali e molte storielle popolaresche delle varie regioni d’Italia e d’altri paesi narrano di Gesù Cristo che se ne andò in giro per il mondo, insieme al vecchio buon San Pietro, portinaio del paradiso, in veste e in aspetto di poveri mendicanti, per vedere se c’è ancora gente buona sulla terra; e qualche rara volta ne trovano.
Così racconta il mito classico che andassero un giorno in esplorazione fra gli uomini, in sembianza umana e senile, il padre Zeus e il suo prediletto Hermes. Capitarono in Frigia, nell’Asia minore, vicino ai luoghi ove sorgerà un giorno Troia; e cominciarono a bussare alle porte di quei casolari.
"Potreste fare un po’ di carità a due poveri vecchietti?" Macchè, nessuno. Tutte le porte venivano chiuse loro in faccia con mala grazia; e il gran cuore di Zeus si riempiva d’amarezza e Hermes non trovava parole per consolarlo. Giunsero infine a una casettuccia appartata, la più piccola, la più povera di tutte. Là vivevano quei due cari vecchini, Filèmone e Bauci. S’erano sposati cinquant’anni prima, quand’erano giovani e belli; e ora avevano quasi ottant’anni ed erano tutti canuti, grinzosi, rattrappiti e senza denti. Ma seguitavano a volersi bene come il primo giorno che si erano conosciuti.
Le loro faccine rugose come mele vizze s’illuminarono d’un affettuoso sorriso quando si videro davanti i due sconosciuti pellegrini; diedero loro il benvenuto, supponendoli due poveracci come loro. Li fecero entrare nella loro stamberga e Bauci s’affaccendò ad accendere il fuoco sul camino, preparò una buona zuppa d’erbe, affettò un prosciutto che teneva in serbo per le grandi occasioni; e, dopo che i due pellegrini si furono riposati, si misero a tavola, in santa pace.
Mentre mangiavano e bevevano, chiacchierando, avvenne un miracolo. Bauci e Filèmone s’accorsero che l’anfora, invece che vuotarsi mano a mano che ne attingevano vino, si rabboccava da sola. Si guardavano stupiti e Zeus, che non volle tenerli oltre sulla corda, svelò loro l’esser suo e del suo compagno. Disse inoltre d’aver trovato di gran trista gente in quel paese e che l’avrebbe punita a dovere, ma che loro due, Bauci e Filèmone, erano gli unici buoni e cari e che avrebbe saputo premiarli.
"Venite su con noi su quel monte -disse Zeus- e vedrete".
Curvi e tremuli, ansimando, arrancarono dietro ai due numi in incognito. Hermes non li aveva calzati, quel giorno, i suoi calzari alati…e del resto come avrebbero fatto i due a seguirlo? Arrivarono in cima a quel monte e di lassù Zeus stese la mano e tutto quel tristo paese fu sommerso in un momento da una tetra palude. Poi si rivolse ai due vecchi: "Avete visto? E ora dite quello che desiderate nonnini cari. Tutto quel che vorrete vi sarà concesso".
I due coniugi restarono un po’ interdetti, confabularono tra loro sottovoce e intanto guardavan giù nella valle inondata e cercavano la loro casetta dove avevano trascorso tanti e tanti anni in pace a volersi bene.
E…stupore!…non c’era più, ma non era stata sommersa come le altre: s’era trasformata in un grandioso, magnifico tempio, tutto di marmi bianchi, col tetto lucente d’oro.
Zeus li guardava benigno, aspettando senza fretta che dicessero qualcosa…lo sapeva che coi vecchi ci vuol pazienza…
Si scambiarono ancora un’occhiata d’intesa, si sorrisero, e Bauci, più risoluta del suo uomo, disse finalmente che due cose avrebbero desiderato, se si potevano avere: diventare custodi di quel tempio così bello e poi, giunta la loro ora, di potersene andare assieme, senza che nessuno dei due dovesse restare a piangere l’altro.
Detto, fatto. I due viandanti divini erano scomparsi come fumo nell’aria e Filèmone e Bauci si ritrovarono tutti vestiti di bianco sulla porta di quel grande tempio d’oro e marmi. Si guardarono sbalorditi: erano ringiovaniti! Avevano il volto roseo e fresco, tutti i loro denti in bocca, e gli occhi lucenti come mezzo secolo prima come quando s’eran sposati!
E un altro mezzo secolo o forse più vissero insieme, felici e contenti in quel tempio che si poteva dire eretto dalla loro bontà.
Finché un giorno…stavano a godersi il sole sulle porte del tempio, facendosi le loro confidenze com’erano avvezzi, quando a Bauci, che pure era donna, mancò per prima la voce; e anche Filèmone non parlava più… Stupefatta Bauci vide il suo uomo crescere di statura…e lo stesso stava accadendo a lei.
Per farla breve s’erano trasmutati in due alberi, in due enormi querce sacre a Zeus, che stormivano al vento e intrecciavano le fronde, per stare ancora insieme e per fare ombra ai viandanti accaldati.