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Non lottare…

Non lottare. Solo così ritroverai l’energia.
L’errore è identificarci col passato e con gli ideali che abbiamo assorbito. Così la vita diventa uno sforzo impossibile per "essere all’altezza" dell’immagine di noi stessi  che abbiamo creato.
L’atteggiamento mentale giusto mette invece a disposizione l’energia e l’intelligenza del cervello. La soluzione è lì, non la vediamo perchè siamo troppo presi dai nostri pensieri. I disagi non dipendono dal mondo esterno, ma dal rapporto sbagliato con la nostra interiorità.
Se il lavoro non va bene, se in casa l’atmosfera è tesa, se ti chiedi se l’amore durerà o no (e via discorrendo)…ripeti  a te stesso questa frase…:"NON DIPENDE DA ME".
Quando ci si rende conto che non si può controllare tutto scatta un senso di liberazione profonda. Accetta di non poter fare niente di più di quello che hai fatto e presto tornerà la pace in te e tra te e gli altri.

Elimina gli aggettivi: bello, brutto; buono, cattivo, ecc. Li usi in continuazione. Ma le cose non sono né buone né cattive: accadono. Sono i modelli che hai in testa che te le fanno vedere così. E tu finisci sempre per fare le stesse azioni, ripetere gli stessi errori. Risultato? Una gran fatica e la tua energia vitale che se ne va. Se la smetti di cercare il piacere "per come lo hai in mente", per come lo richiedono i tuoi pregiudizi, potrai finalmente trovarti a tuo agio in ogni situazione.

Questa "molla la presa". Ogni giorno, mentre vivi e fai le varie cose di cui la tua vita è fatta, prova a chiederti: "Quanti sforzi sto facendo per far contento mio marito, o i miei genitori, o qualunque altra persona? Quanto sto tenendo duro per fare procedere le cose?". Ecco. Allora, di colpo: LASCIA LA PRESA. Cedi. Lascia andare tutto. Se lasci la presa avrai a disposizione tutta l’energia e l’intelligenza del cervello e del mondo; arriveranno, senza che tu  te ne accorga, le soluzioni adatte a te.

Anche se tutti se ne vanno, resti tu, presente a te stesso.

Imparare ad amarci davvero

(…) << Tutti, venendo al mondo su questo pianeta, abbiamo la stessa missione, quella di vivere delle esperienze fino ad accettarle e ad amarci attraverso esse.
Fintantoché un’esperienza viene vissuta nella non-accettazione, ovvero nel giudizio, nel senso di colpa, nella paura, nel rimpianto, o in altre forme di non-accettazione, l’essere umano continua ad attrarre a sé circostanze e persone che gli faranno rivivere quella medesima esperienza.
Alcuni non solo la rivivono più volte nel corso di una stessa vita, ma devono reincarnarsi più volte per riuscire ad accettarla.

Accettare un’esperienza nonsignifica che diventa la nostra preferita o che siamo d’accordo con essa.

Si tratta piuttosto di consentirci di sperimentare e imparare attraverso ciò che viviamo, e, soprattutto, di imparare a riconoscere che cosa è benefico per noi e che cosa non lo è.
L’unico modo per riuscirci è diventare consapevoli delle conseguenze dell’esperienza: tutto ciò che decidiamo o no, ciò che facciamo o no, ciò che diciamo o no, e persino che pensiamo e sentiamo, comporta delle conseguenze.

L’essere umano, quando si rende conto che un’esperienza provoca conseguenze nocive, invece di prendersela con se stesso o con qualcun altro, può semplicemente accettare il fatto di averla scelta, magari inconsciamente, e rendersi conto che quella non era una scelta intelligente per lui.
Se ne ricorderà per il futuro, molto semplicemente. E’ cosi che viviamo le nostre esperienze nell’accettazione.

Anche se tu dici a te stesso "non voglio più vivere questa situazione", essa si ripresenterà.
Bisogna consentire a se stessi di poter ripetere più volte lo stesso errore, la stessa esperienza sgradevole, prima di riuscire a trovare la volontà e il coraggio necessari per trasformarsi.

Perchè non capiamo le cose fin da subito?

A causa dell’ ego, che è alimentato dalle nostre "credenze".
Noi tutti abbiamo moltissime credenze che ci impediscono di essere ciò che vorremmo essere. Più questi modi di pensare o credenze ci fanno male, più cerchiamo di occultarle: riusciamo addirittura a credere che esse non ci appartengono più (nel qual caso per risolverle ci vorranno diverse incarnazioni).

Tutto ciò che viene vissuto nella non-accettazione si accumula sul piano dell’anima che, essendo immortale, continua a rinascere, sotto diverse forme umane, con questo fardello di memoria. Prima di venire al mondo decidiamo che cosa vogliamo risolvere nell’incarnazione che ci aspetta, una decisione che, insieme a tutto quanto abbiamo accumulato nel passato, non è registrata nella memoria cosciente, ovvero nella memoria legata all’intelletto. Soltanto nel corso dell’esistenza prenderemo gradualmente coscienza del nostro disegno di vita, di ciò che siamo venuti a sistemare.

Quando parlo di qualcosa che è rimasto "da risolvere", mi riferisco sempre a un’esperienza vissuta nella non-accettazione di sé.
C’è una differenza fra accettare un’esperienza e a accettare se stessi.

Facciamo l’esempio di una ragazza che è stata rifiutata dal padre, desideroso di avere un figlio maschio.
In tal caso, accettare l’esperienza consiste nel consentire al padre di aver avuto il desiderio di un figlio maschio e di aver rifiutato la figlia.
L’accettazione di sé per la ragazza consisterà nel concedersi di aver provato risentimento nei confronti di suo padre e nel perdonarsi con amore questo suo risentimento.
Non bisogna che sussita più alcun giudizio nei confronti del padre e di se stessa, ma solo compassione e comprensione per quella parte che in entrambi ha sofferto.

La ragazza saprà che l’esperienza sarà stata completamente risolta quando a sua volta rifiuterà qualcuno, e lo farà senza accusarsi, con molta compassione e comprensione per se stessa.
C’è anche un altro modo per sapere se una situazione del genere è stata risolta davvero e se è stata vissuta nell’accettazione: la persona che la ragazza avrà rifiutato non se la prenderà con lei, e mostrerà a sua volta compassione, sapendo che accade a tutti gli esseri umani di rifiutare, in certi momenti della vita, un altro essere umano.

Non lasciarti ingannare dall’ego che cerca con tutti i mezzi di darci a intendere che la data situazione è stata risolta.
Frequentemente pensiamo: "Sì, mi rendo conto che l’altro ha agito così" solo per non dover guardare dentro di noi e non doverci perdonare.
E’ un’esperienza dell’ego per mettere furtivamente da parte le situazioni sgradevoli. Accade che accettiamo una situazione o una persona senza esserci perdonati, o senza aver mai consentito a noi stessi di provare o di aver provato risentimento nei suoi confronti.
In tal caso accettiamosoltanto l’esperienza.
Ripeto che è importante saper distinguere fra accettazione dell’esperienza e accettazione di sè: quest’ultima è difficile, perchè il nostro ego non vuole ammettere che tutte le esperienza sgradevoli che viviamo hanno l’unico scopo di mostrarci che anche noi agiamo con gli altri come loro agiscono con noi. 

Hai mai constatato che quando accusi qualcuno di qualcosa, quella stessa persona rivolge a te la medesima accusa?

Ecco perchè è così importante imparare a conoscersi e accettarsi al massimo: è quanto ci consente di vivere un numero decrescente di situazioni dolorose.

Sta a te soltanto decidere di prendere in mano le redini della tua vita, di diventarne il signore invece che di lasciare che sia l’ego a tenerla sotto controllo.
Far fronte a tutto ciò comunque richiede molto coraggio, perchè è inevitabile che si metta il dito su certe vecchie ferite, che posson far molto male; soprattutto se ce le trasciniamo da tanto: più soffri in una data situazione o con una certa persona, più il problema viene da lontano. (…)>>

 

ogni disturbo un preciso msg da parte del tuo corpo…

SOLO ALCUNI  CASI FRA I TANTI:

(…) <<
I problemi ai piedi e alle caviglie sono collegati alla paura del futuro, alla paura di far fronte alle proprie responsabilità. Può trattarsi del fatto che vogliamo andare troppo in fretta, e di non sapere dove sbattere la testa. Un rimedio? Ama la vita e accetta ciò che ti mette davanti, ad ogni passo. In tal modo, l’avvenire ti parrà più roseo.

Un dolore al tallone si manifesta spesso in chi sente incompreso, in chi vive nell’incertezza di fronte a una situazione futura. Il msg che questo dolore trasmette è:" Prima di sentirti incompreso dagli altri, comincia verificandolo con loro!" Vedrai che tutto proviene dal tuo pensiero. Ad ogni buon conto, non hai bisogno di essere compreso per andare avanti. Su,vai!".

I duroni sono causati da un eccesso di apprensione nel nostro modo di andare avanti. Qui c’è un atteggiamento che andrebbe modificato: lo slancio verso il futuro è troppo forte o non abbastanza forte, i compiti ci sembrano troppo difficili in entrambi i casi per essere eseguiti in modo spontaneo.

I dolori alle gambe indicano paura per il futuro, paura di andare avanti. Il msg del corpo è di agire, di avanzare nella vita con maggiore fiducia e maggiore gioia, sapendo che tutto andrà per il meglio. Il fatto di restare fermi, in questo momento, non è benefico.

Un’unghia incarnita è dovuta all’inquietudine o al senso di colpa di fronte alla libera scelta da prendere.

Il piede d’atleta si manifesta di solito in una persona frustrata perchè non si sente accettata. Questo le impedisce di avere abbastanza fiducia in se stessa per camminare facilmente, la frustrazione le rende più arduo ogni compito, e il corpo le dà questo msg: "Guarda quante belle qualità hai! Non è necessario che la vita sia tanto difficile! Accettati: questo è quel che conta!">> (…)

Ti sai ascoltare?

Poichè mi voglio esercitare nelle traduzioni dal francese e poichè mi va tanto di scrivere qualcosa che piace a Francesca …(peraltro grandissima ascoltatrice!…), traduco anche questa "chronique de Lise Bourbeau".

TI SAI ASCOLTARE?

Che mondo meraviglioso sarà quando gli umani sapranno ascoltare!!! Un mondo in cui le relazioni saranno talmente armoniose che la Terra diventerà un paradiso! In effetti, molte poche persone lo sanno veramente (ascoltarsi) e, soprattutto, sono capaci di farlo regolarmente. Alcuni riescono  ad ascoltare ogni tanto, ma sono talmente così poco coscienti di farlo che hanno difficoltà a diventare consapevoli dei grandi benefici del vero ascolto.

Sai davvero cos’è una persona che sa ascoltare? E qual è la tua personale capacità d’ascoltare? Ecco un piccolo test attraverso il quale potrai scoprire il tuo grado di ascolto verso gli altri. Non devi che segnare da 0 a 10 ogni risposta ricordandoti che 0 significa MAI e 10 SEMPRE. Dunque, (in numero di) quante volte su 10 sei capace di fare ciò che segue?

Lascio che l’altro finisca di dire ciò che ha da dire prima di parlare a mia volta:                                       

Intervengo quando ci si rivolge a me e non quando una persona parla ad un altra persona :               

Rispondo solamente quando mi viene posta una domanda:                                                                         

Se non mi chiaro quanto l’altro ha detto, gli chiedo di ripetere prima di saltare a delle conclusioni:     

 Mi assicuro di sapere se l’altro mi chiede aiuto prima di suggerire una soluzione:                                

Osservo la gestualità e l’espressione del viso dell’altro quando mi parla, per meglio sentirlo:            

Sono attento a ciò che l’altro dice piuttosto che mettermi a pensare alla mia risposta:                           

Non faccio altre cose mentre l’altro mi parla:                                                                                                       

Quando l’altro da una sua opionione circa qualcosa, io gli do la mia solamente quando
egli me la domanda:                                                                                                                                                 

Quando qualcuno mi muove una critica, l’ascolto senza difendermi allo scopo di vedere il lato
costruttivo della critica:                                                                                                                                              

TOTALE:_______

Il totale indica la tua percentuale d’ascolto. Ti fornisce dunque un’idea  della tua capacità d’ascolto. Ti suggerisco fortemente di far rifare questo test a una persona vicino a te, senza mostrargli le tue risposte, e domadagli  di rispondere a questo test facendo riferimento al tuo ascolto (alla tua capacità, secondo lui, d’ascolto). E’ raro che una persona possa valutarsi in maniera molto obiettiva. E’ molto probabile che questa persona non abbia le tue stesse risposte. Ecco dunque una buona occasione per BEN ASCOLTARE la spiegazione delle risposte differenti che ella darà. Ciò implica d’ascoltare la sua opinione senza difenderti e senza dire all’altro che non ti conosce. Tu puoi ugualmente far rifare questo test a tre diverse persone che ti conoscono bene. Questo genere d’esercizio è molto difficile per l’ego, ma quanti benefici per il tuo miglioramento!

Inoltre, un altro esercizio può aiutarti parecchio: quello di fare un nesso tra il tuo modo di ascoltare gli altri e quello di ascoltare te stesso.
In effetti, noi ci ascoltiamo nella misura incui ascoltiamo gli altri, poichè tutto ciò che facciamo agli altrii riflette ciò che facciamo a noi stessi.

Per esempio, se ti rendi conto che dai la tua opinione senza che l’altro te l’abbia chiesta, questo significa che pure con te stesso, tu non prendi il tempo di sentire quello che vivi e che il tuo ego interferisce rapidamente per darti la sua opinione. Ricordati che il tuo ego non può conoscere i tuoi veri bisogni. Quindi, ogni volta che lo lasci interferire, gli è impossibile darti buoni consigli. Accade lo stesso con gli altri. Quando tu interferisci ancor prima d’aver ben ascoltato l’altro, tu non puoi aiutarlo veramente.

In conclusione, la persona che sa ben ascoltare è talmente presente all’altra che non ascolta solo le parole. Ella può sentire e sapere il vero bisogno dell’altro. Ella non cerca di  imporre le sue personali credenze e valori agli altri. Ecco perchè il fatto di ascoltare bene può cambiare in maniera radicale una relazione, che essa sia amorosa, affettiva, amicale o professionale.
Non puoi che guadagnarci decidendo di ascoltare di più.

Possessori e credenze

LE PARTI DI NOI CHE SI OPPONGONO

Avete spesso l’impressione che ci siano più persone in voi che chiacchierano tra loro e che lo fanno indipendentemente dalla vostra volontà?

Ebbene, non fatevi trarre in inganno! Queste differenti parti in voi esistono effettivamente ed esse diventano un problema nel momento in cui prendono il sopravvento e conducono la vostra vita.

Come si sono create queste parti? Anzichè mantenere un contatto con la nostra individualità e ricordarci chi siamo veramente, ossia una cratura divina, noi crediamo di essere la nostra mente. Ci identifichiamo coi nostri pensieri ed è da lì che le nostre diverse parti hanno avuto inizio.

Il ricordo che registra un incidente è all’origine di tutta la nuova parte in noi. Un persona in armonia utilizza i suoi ricordi del passato soltanto quando questi gli sono utili. Purtroppo, molta poca gente dimostra un tale grado di coscienza e saggezza.

Quando un ricordo occupa molto posto nei nostri pensieri, esso comincia a dirigere la nostra vita. Poco alla volta, se noi gli concediamo sempre un po’ più di potere e quando lo lasciamo a se stesso, questo processo porterà alla creazione di una parte. Quest’ultima può ugualmente essere chiamata una paura o una credenza.

Ecco qualche esempio:

Un ragazzino vuol giocare e non vuole sistemare camera sua. Sua madre lo sgrida, lo punisce o gli fa delle occhiatacce. Egli impara  in quel momento che che un ragazzino può giocare solo quando il suo lavoro è ben fatto e terminato; il contrario dunque non va bene. Invecchiando, egli accumula nella memoria molti altri casi simili e ne conclude che una persona che voglia farsi amare da qualcuno non può permettrsi di giocare o di divertirsi prima di aver finito il suo lavoro. Se egli crede a questa conclusione, accade che sicrea in lui un personaggio che potremmo definire "il possessore". Una volta divenuto adulto, ogni volta che quest’uomo vorrà divertirsi, "il possessore" gli dirà. "Come che ti stai divertendo? Nonvedi che resta ancora questo e quello da fare?". Se questo pover’uomo sceglie di continuare a giocare, si sentirà colpevole e non potrà essere pienamente felice mentre gioca. Se sceglie d’ascoltare il "possessore" e di rimettersi al lavoro , non sarà più felice, poichè una parte di lui, quella che ha bisogno di divertirsi, sarà delusa, frustrata e in collera. Questa parte di lui gli dirà:"Quando ti fermerai? Lo sai che a volte hai bisogno di divertirti, tutti i compiti che hai da fare non possono aspettare?". Quest’ultima parte sa molto bene che il "possessore" non è mai soddisfatto. Via via che quest’uomo completa una delle cose della lista del "possessore", esso gliene aggiunge una nuova in basso, per cui finisce per continuare ad ascoltare il suo "possessore" e non si divertirà mai.

Questo dialogo interiore se ripeterà senza sosta finchè una nuova decisione non sarà presa e finchè una nuova attitudine non sarà adottata.

Ecco un altro esempio di differenti parti di noi che si oppongono frequentemente: il caso dell’ "economo" e dello "spendaccione".

Quando  lo "spendaccione" decide di comperare qualcosa, specialmente se paga di più del previsto o qualcosa di cui non ha veramente bisogno, l’altra parte, l’ "economo" lo sgrida, lo critica e l’accusa di spendere troppo. Gli dice: " Non ti vergogni? Stai esagerando! Guardati attorno e renditi conto di quanti stanno in difficoltà, non pensi che dovresti economizzare nel caso in cui un giorno tu stesso di dovessi trovare in difficoltà finanziarie?".

Come l’ "economo" prende piede, lo "spendaccione" gli dice: "Comincio ad averne abbastanza! Lavoro, guadagno onestamente i miei soldi, mi sembra di potermi meritare di concedermi delle piccole follie di tanto in tanto. Che mi dà il lavorare tutto il giorno se poi non posso permettermi il lusso? Per di più, chi dice che dovrei in seguito aver bisogno di questo danaro? Potrei essere morto! Oppure il denaro potrebbe non valere più nulla poi!", e via discorrendo. Son certa che potreste allungare la lista.

Vedete come tutti questi dialoghi interiori sono generati dal piano mentale dell’essere umano? Tutto è basato su qualcosa già appreso nelpassato e che è vissuto senza sosta.

Una persona che è in armonia e intelligente vive piuttosto nel momento presente. Per arrivarci, deve essere capace di verificare, a livello del suo cuore, ciò che risponde di più al suo bisogno del momento, senza lasciare possibilità al (piano) mentale di interferire.

E’ tuttavia difficile ignorare il nostro mentale,poichè gli abbiamo dato molto potere per parecchio tempo. Purtoppo l’abbiamo lasciato dirigere la nostra vita anche se esso non è stato creato per questo e non ha dunque la capacità di dirigere. Non lasceremmo che un bambino diriga un’impresa, no? Il (piano) mentale è stato creato per essere al servizio dell’essere umano e non per essere il suo capo. E’ ora che noi riprendiamo la vera direzione della nostra vita, altrimenti, noi resteremo invischiati nel circolo vizioso delle emozioni e perderemo il contatto con la nostra vera sensibilità.

Un modo molto efficace per scoprire le nostre differenti parti in noi è quello di utilizzare la nozione di "specchio" con chi ci sta attorno(parte importante dell’insegnamento di "Ecoute Ton Corps").

Per di più, ho scoperto e sperimentato un modo di dialogare con le nostre diverse parti e per convincerle ad essere al nostro servizio piuttisto che di voler dirigere la nostra vita. Non posso per il momento spiegarlo qua poichè sarebbe troppo lungo, ma c’è una tecnica molto efficace.

Per il momento, quello che posso suggerirvi, è di accettare queste parti in voi, dandogli il diritto di esistere, poichè esse ci sono per aiutarvi e proteggervi.

Constarerete che, poco a poco, con iltempo e la pazienza, le molteplici parti in voi avranno sempre meno potere nella vostra vita e che finiranno per fondersi in voi. Sarete così più in contatto con la vostra vera identità e i vostri veri bisogni del momento.

 

 

(dai lavori di "Lise Bourbeau")